inizio colonna destra
Epoche
 

LA STORIA

Difficilmente si può risalire alle origini della storia giapponese che precede le prime figure imperiali, così intrisa di racconti mitologici in cui vengono mescolati divinità, uomini e avvenimenti. La leggenda vuole che la dea del sole Amaterasu Omikami, ordinò a suo nipote Ninigi di conquistare l'arcipelago e regnare sulla terra e gli donò i Tre Sacri Tesori:  

  • il gioiello Magatama, del Yasakani no magatama (oggi sito nel Palazzo Imperiale di Kokyo), simboleggiante la regalità; 
  • lo specchio di bronzo del Yata no kagami (oggi sito nel Gran Tempio di Ise), simboleggiante la conoscenza;
  • la spada Kusanagi (una possibile replica della quale è oggi sita nel Tempio di Atsuta a Nagoya), simboleggiante la forza. 

 

Nell'atto di consegnare questi tre simboli (che insieme costituiscono le Insegne imperiali del Giappone) al nipote, Amaterasu disse:

La terra dove tu andrai sarà governata ereditariamente dai miei discendenti. Va' e che la prosperità della dinastia imperiale sia eterna, come sono eterni il cielo e la terra. 

Da quel momento fino ai giorni nostri, il Giappone è stato governato dalla figura dell'imperatore (Tennō) che sintetizza in sé sia il potere politico che religioso. Il pronipote di Ninigi-no-Mikoto, divenne il primo imperatore del Giappone: Jimmu. Da Jimmu la linea di discendenza non si è mai interrotta fino all'attuale imperatore Akihito che quindi sarebbe discendente della dea del Sole Amaterasu. A seguito della sconfitta nella seconda guerra mondiale l'imperatore Hirohito è stato costretto a rinunciare, per se e per tutti i suoi discendenti, qualsiasi prerogativa divina. Di consueto, parlando della storia giapponese si è soliti dividerla in grandi intervalli di tempo chiamati età (preistorica, antica o classica, medioevale, moderna, contemporanea) che sono a loro volta suddivisi in intervalli minori chiamati periodi o epoche. Tali periodi, in generale, vengono nominati dagli storici in base alla sede del governo o al nome dell'Imperatore ma è possibile trovare diverse classificazioni, con diversi periodi, in base a vari aspetti (artistico, politico, economico etc .)

ETA' PREISTORICA

Paleolitico 35000–14000 a.C. (Arrivo delle prime popolazioni del Giappone)

A quest'epoca, risalgono i ritrovamenti dei primi manufatti in pietra, finisce alla fine dell'Era glaciale che corrisponde all'inizio del Periodo Mesolitico (Periodo Jomon).

Periodo Jōmon 14000–300 a.C. (Periodo mesolitico e neolitico)

Con "Jōmon" ci si riferisce alle popolazioni, prevalentemente nomadi che vivevano in Giappone a quell'epoca, dedite all'agricoltura, caccia, pesca ed alla produzione di vasellame in argilla con decorazioni, di cui sono stati ritrovati alcuni esemplari.

Periodo Yayoi 300 a.C. – 250 d.C. (Periodo del bronzo e del ferro e sviluppo dell'agricoltura)

Questo periodo prende il nome dal distretto di Tokyo in cui furono ritrovati i primi resti archeologici dell'epoca. Fonti diverse attribuiscono l’inizio di questo periodo alle prime coltivazioni di riso o a nuovi tipi di terraglie, ma c'è chi sostiene che da recenti scoperte, l'inizio del periodo si possa datare al 900 a.C. Le zone di maggior sviluppo sono quelle a sud di Kyushu e la parte settentrionale di Honshu. Popolazioni immigrate dal continente asiatico orientale diedero inizio alla produzione di oggetti in bronzo e ferro.

ETA' ANTICA O CLASSICA

Periodo Kofun 250–538 (o periodo dei Tumuli, unificazione del Giappone ad opera della dinastia Yamato)

Questo periodo, denominato dei Tumuli,  prende il nome dal caratteristiche tombe a tumulo in terra e pietre, diversificate in base allo stato sociale dei defunti, contenenti oggetti a loro cari come ceramiche, armi ed armature. Spesso tali tumuli, erano provvisti di statuette d’argilla (haniwa) che avevano il compito di vegliare sul defunto. Le famiglie più importanti, riunite in Uji (clan), avevano come capostipite i cosiddetti Uji no Kami, che discendevano direttamente dalla divinità a protezione del clan. Uno di questi clan prese il potere sugli altri e divenne stirpe imperiale. Prendendo il nome dalla pianura di Yamato, questo clan attuò la prima unificazione del Giappone.

Periodo Asuka 538–710 (Introduzione del sistema amministrativo cinese e del buddismo)

Questo periodo indica il primo periodo buddista della storia del Paese e prende il nome dalla provincia in cui venne spostata la capitale. Il Buddismo fu introdotto ufficialmente dalla Corea (nel 552) ed influenzò profondamente tutta la cultura del Giappone. In questo periodo ebbe molta importanza un primo esempio di costituizione, redatto dall'imperatrice Suiki, che influenzò fortemente il periodo successivo.

Periodo Nara 710–794 (Affermazione del buddismo e dei modelli cinesi)

Questo periodo prende il nome dalla prima capitale fissa nella zona nord-occidentale della pianura di Yamato, Heijō (odierna Nara). Il Giappone ebbe un ruolo rilevante sulla via della seta e si sviluppò notevolmente sotto il punto di vista culturale grazie all'assimilazione della cultura cinese della dinastia Tang, l'imitazione degli usi cinesi e l'adozione del buddismo da parte dei nobili. Venne introdotta la scrittura ideografica cinese sulla cui base nacquero i primi caratteri di scrittura giapponese, la redazione di cronache interne al paese ed un codice di leggi di riforma agraria.

Periodo Heian 794–1185 (Crisi dei modelli cinesi; ascesa e declino della nobiltà di corte; ascesa della classe guerriera)

Prende il nome dalla capitale del tempo, Heian-kyo (Kyōto). In questo periodo fiorirono particolarmente l'arte, la letteratura (che diede vita a capolavori come il Genji Monogatari, il racconto di Ganji, ad opera di Murasaki Shikibu) e si svilupparono le tradizioni tipiche del Paese. La religione buddista si propagò enormemente. Si assistì alla nascita di importanti famiglie, come quella dei Fujiwara che esercitò a lungo la sua influenza ma verso la fine del periodo venne eliminata dalla famiglia dei Taira che si scontrò con quella dei Minamoto nella battaglia di Dan-Noura. Il capo, Minamoto no Yoritomo, assunse il titolo di Shogun ("Generalissimo") ed instaurò una dittatura militare nota con il nome di Bakufu ("Governo della Tenda"). In questo periodo il potere politico dell'imperatore cominciò a cedere, favorendo l'ascesa al potere della nuova classe militare (bushi) che dominò il Giappone nel periodo a seguire.

 

ETA' MEDIOEVALE

Periodo Kamakura 1185–1333 (Governo shôgunale, invasioni mongole, sviluppo buddismo popolare e introduzione dello zen)

Questo periodo è caratterizzato dal governo della classe militare, nelle mani dello Shōgun Minamoto no Yoritomo e del Reggente Shogunale stabilito nella capitale Kamakura. Si instaurò un sistema feudale ed i signori locali (che in futuro furono chiamati "daimyo"), acquisendo sempre più autonomia, limitarono il potere del governo.Grazie a nuovi rapporti con la Cina, venne introdotto il Buddismo Zen, una semplificazione dell'abbigliamento e la diffusione di un nuovo stile architettonico "Song". I successori dei Minamoto, ovvero il potente clan Hojo, si trovarono ad affrontare diverse invasioni Mongole, tra il 1274 ed il 1281 che riuscirono a respingee anche grazie a tempeste marine che i giapponesi interpretarono come un segno divino: Kamikaze o “Vento Divino”.

Periodo Muromachi 1333–1573 (o degli Shōgun Ashikaga, scisma imperiale con dinastie del Nord e del Sud, declino Shōgunato e Stati in guerra)

L'epoca prende il nome dal quartiere di Kyōto in cui si trovava la residenza dello Shōgun. Nel primo periodo di tre anni, denominato Restaurazione Kemmu, l'imperatore Go-Daigo cercò di riappropriarsi del potere sul paese, rovesciando i bakufu del governo Kamakura grazie all'aiuto dei generali Ashikaga no Takauji e Nitta Yoshisada. Successivamente, la rivalità tra questi due generali si trasformò in una guerra civile che si concluse con il vittorioso Takauji che esiliò Godaigo e fondò lo Shogunato Ashikaga. Nel periodo dal 1336 al 1392, denominato Nonboku-chō (delle Corti del Nord e del Sud), il paese era suddiviso in due Corti imperiali, quella del Nord, con sede a Kyōto, instaurata da Ashikaga Takauji e quella del Sud, fondata dall'imperatore Go-Daigo con sede a Yoshino presso Nara. La lotta per l'egemonia vide vittoriosa la Corte del Nord e la riunificazione delle due Corti. Il nuovo Shogunato, però, non riuscì a mantenere l'effettivo governo e subì un lento declino, mentre i signori locali (daimyo) aumentarono il loro potere. Dal 1467 al 1568 la crisi politica del paese diede vita ad una serie di battaglie tra i piccoli feudi in cui era diviso il Giappone. Questo periodo viene chiamato Sengoku (degli Stati combattenti) e terminò nel 1573, quando l'ultimo Shōgun Ashikaga fu deposto da Oda Nobunaga. Di particolare rilievo, l'arrivo in questo periodo, di commercianti e missionari spagnoli e portoghesi che verso il 1542 introdussero il cristianesimo in Giappone.

Periodo Azuchi-Momoyama 1568–1603 (Riunificazione del Giappone grazie ad Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu; arrivo dei Portoghesi e dei gesuiti)

La riunificazione del Giappone, dal periodo degli Stati combattenti, fu dovuta a tre grandi guerrieri, Oda Nobunaga, Toyotomi Hideyoshi e Tokugawa Ieyasu. Questo periodo prende il nome dalla fortezza di Azuchi di Oda Nobunaga e dal castello di Momoyama di Toyotomi Hideyoshi a Fushimi. Quest'ultimo, preoccupato per la crescente popolarità del cristianesimo arrivato con i portoghesi, cominciò a reprimerne la diffusione, perseguitando missionari e credenti in maniera spietata. L'erede di Toyotomi Hideyoshi, Ideyori, si trovò a dover fronteggiare e fu sconfitto dal rivale Tokugawa Ieyasu nella storica battaglia di Sekigahara (1600).

ETA' MODERNA

Periodo Edo 1603–1868 (o degli Shōgun Tokugawa, periodo di sviluppo delle città e dell'economia mercantile)

Il nuovo Shōgun Tokugawa Ieyasu stabilì il suo quartier generale a Edo (attuale Tokyo), da cui prende nome il periodo, mentre l'imperatore continuò a esercitare un'autorità puramente simbolica e formale nella città di Kyoto. Le ostilità nei confronti dei cristiani aumentarono e nel 1614, anche per impedire l'intrusione da parte degli Olandesi nell'economia nazionale, la religione cristiana fu messa al bando, con la conseguente persecuzione ed uccisione di migliaia di credenti. La famiglia Tokugawa portò il Giappone in un periodo di isolamento, vietarono ai giapponesi di recarsi all'estero e commerciare con altri paesi. Gli stranieri venivano sottoposti a una rigida sorveglianza. All'inizio del 1800 cominciarono i primi cambiamenti nell'obsoleto sistema politico e sociale del Giappone. Alcuni mercanti benestanti arrivarono ad acquisire posizioni rilevanti oltre ogni aspettativa, molti samurai cominciarono attività commerciali o comunque più redditizie per innalzare il loro status sociale, molti daimyo apportarono miglioramenti e riforme ai loro feudi al fine di accrescere le loro risorse. Il prestigio dello shōgunato diminuì a causa di una burocrazia inetta ed il popolo fu vicino ad una rivolta, vessato da una serie di carestie che durarono dieci anni. Correnti di daimyo fedeli all'imperatore ed un crescente risentimento verso i daimyo fuorilegge, fecero accusare lo Shōgun Tokugawa Nariaki di essere incapace di fronteggiare le insistenti pressioni da parte degli stranieri per la riapertura di relazioni commerciali e diplomatiche. Nella Guerra Boshin e durante la Battaglia di Toba-Fushimi, le forze favorevoli allo shōgunato vennero sconfitte, segnando la fine del periodo.

 

ETA' CONTEMPORANEA

Periodo Meiji 1868–1912 (o periodo del Regno Illuminato, restaurazione imperiale ed abolizione dello shôgunato)

Questo periodo di 45 anni prende il nome dall’Imperatore Meiji, che dopo la deposizione dell'ultimo Shōgun Tokugawa Yoshinobu, fu il primo regnante ad essere investito di potere politico dopo diversi secoli. L'imperatore portò avanti le riforme precedentemente iniziate (Rinnovamento Meiji) apportando modifiche in campo politico, sociale ed economico, su modello occidentale, sia in ambito giuridico statale che universitario, portando alla creazione di una Costituzione Giapponese. Nonostante tale Costituzione professasse la lbertà di culto, il cristianesimo rimase vietato e punibile con la morte. Nel 1904 furono interrotte le relazioni diplomatiche con la Russia e ci fu una conseguente guerra che vide la vittoria nipponica sul paese occidentale, avvenimento che rafforzò enormemente l’opinione sui giapponesi.

Periodo Taishō 1912–1926 (Il Giappone nella Grande Guerra)

Alla morte di Meiji, gli succedette al trono il figlio Taisho, la cui salute cagionevole non gli permise di essere molto presente alle attività istituzionali. La fase politica chiamata "democrazia Taisho", i cui uomini più rappresentativi sono noti come gli 'anziani uomini di stato' (genrō) si interruppe bruscamente con la scalata ai vertici del potere della classe militare. Allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, il Giappone chiese alla Germania di evacuare il territorio cinese di Jiaozhou e visto il rifiuto tedesco, entrò in guerra a fianco della Triplice Intesa ed occupò alcune isole tedesche nel Pacifico meridionale. Nel 1916 il Giappone ottenne dalla Cina i diritti commerciali nella Mongolia interna e nella Manciuria meridionale, in seguito alle “ventuno richieste”, affermando politicamente il dominio giapponese sulla Cina e l'Estremo Oriente. Al termine della Prima Guerra Mondiale, al Giappone, riconosciuto come grande potenza geopolitica, vennero assegnate le isole che aveva occupato nel Pacifico.

Periodo Shōwa 1926–1989

Questo periodo prende il nome dall'Imperatore Shōwa, meglio noto in occidente come Hirohito. Dopo gli avvenimenti della Prima Guerra Mondiale, in Giappone crebbe l'esaltazione ed il potenziamento della nazione anche ad opera di un potere militare in ascesa, mentre sotto il profilo economico si dovette affrontare una grande crisi. Il nazionalismo nipponico portò il paese ad entrare in guerra contro la Cina, ma questo conflitto entrò a far parte della Seconda Guerra Mondiale che vide i cinesi alleati con Stati Uniti e Gran Bretagna.mentre il Giappone si alleò con Italia e Germania. Il conflitto si concluse con il triste epilogo delle due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki che costrinsero l’imperatore alla resa incondizionata. Il Giappone perse i territori esterni all'arcipelago precedentemente conquistati e subì l'occupazione militare degli Stati Uniti fino al 1952. Ci furono molte riforme in diversi campi ed entrò in vigore una nuova Costituzione, voluta dagli Stati Uniti. Fu sancito il diritto di voto alle donne, venne dichiarata la libertà di culto e fu pubblicamente annunciata la natura 'umana' e non 'divina' dell'Imperatore. Cessata l'occupazione, il Giappone ritrovò la sua indipendenza, attraverò un periodo di forte ripresa in tutti i settori che lo portò a diventare la seconda potenza economica al mondo. 

Periodo Heisei 1989–oggi

Coincide con l'attuale periodo ed è iniziato con la successione dell'Imperatore Akihito al padre Hirohito nel 1989. Questo periodo ha visto il Giappone riemergere come potenza militare mondiale, che ha sostenuto economicamente la Guerra del Golfo ed ha partecipato alla ricostruzione dell'Iraq. In questo periodo il Giappone si trova ad affrontare uno dei periodi di maggiore crisi economica.

 

fine colonna destra
© 2009 A.S.D. Yoryu Italia, tutti i diritti riservati. - Sede: Via Mariano Riccio, 34 - 98123 Messina (ME) - Italy - P.IVA/C.Fisc. 97082490836
sfumatura